luglio 06, 2018 3 minuti di lettura

Il mondo è un ipnotico spettacolo di colori, le cui meraviglie si manifestano in una molteplicità di eventi che, intrisi di vibrante vivacità, si susseguono come imprevedibili artisti su un palcoscenico, intrattenendo i nostri occhi di spettatori ammaliati. Immersi nel loro caldo abbraccio, ci riveliamo prede estremamente vulnerabili e folli sognatori, catturati dalla loro ineffabile bellezza.

Cullati dalla danza perpetua dell’acqua, esploriamo a bordo di barche e gondole gli stretti canali di una città dal fascino intramontabile e ci lasciamo incantare dalla pittoresca vista di innumerevoli edifici che si stagliano l’uno accanto all’altro lungo le calli: Venezia, con la sua laguna e il suo mosaico di isole, ci offre quotidianamente panorami indimenticabili dall’alba al crepuscolo.

Ma ogni anno, durante il terzo fine settimana di luglio, accade qualcosa di straordinario: quando il sole tramonta e a poco a poco l’oscurità inizia ad avvolgere la “città sull’acqua”, Venezia inizia improvvisamente a brillare.

La Festa del Redentore, anche conosciuta come “il Redentore”, non è solo uno degli eventi più attesi del calendario veneziano e un’imperdibile festività estiva amatissima dalla popolazione locale, ma anche un’entusiasmante celebrazione che attrae migliaia di turisti da tutto il mondo. È una delle più antiche festività ad avere luogo nella città sull’acqua: si tratta di una tradizione duratura le cui origini risalgono alla fine del XVI secolo. Tale usanza cominciò nel 1577 come una celebrazione votiva per ringraziare Dio per il suo intervento miracoloso, che aveva posto fine a una devastante epidemia di peste colpevole di aver decimato la popolazione veneziana.                                         

Nel luglio 1577 la fine della terribile piaga venne finalmente annunciata nella Basilica di San Marco. L’evento inaspettato portò all’incredulo Doge un sollievo tale da addurlo a chiedere ad Andrea Palladio, uno dei più illustri architetti dell’epoca, di costruire una chiesa votiva dedicata al Redentore. Decise inoltre di destinare la terza domenica di luglio alla visita della costruzione monumentale. Secondo il volere del Doge, la popolazione veneziana e i più alti ufficiali della Repubblica marciarono in processione su un ponte di barche lungo 330 metri realizzato per connettere la Basilica del Redentore sull’isola della Giudecca con il resto di Venezia. Oggi la festa del Redentore conserva immutato il suo carattere tradizionale e religioso e l’aspetto scenografico è stato ulteriormente accentuato, grazie all’impegno ineccepibile della popolazione nel preservare il folklore.

L’evento, nella sua magia, acquisisce col passare del tempo una sfumatura sempre inedita; lungo il celebre percorso galleggiante, che viene rinnovato ogni anno, si snoda una processione che verte in direzione della Giudecca. Mentre la folla si avvia, il Patriarca di Venezia la benedice, dando ufficialmente inizio alla celebrazione. Durante la festa, Venezia si trasforma in un profluvio di colori, provvisto di ogni tipo di natante e vivacizzato da vistose ghirlande e palloncini che creano una cornice in grado di animare l’atmosfera che circonda la Basilica, la cui armonia architettonica, fonte d’ispirazione per la collezione Redentore di Meccaniche Veneziane, rifulge in questa particolare occasione di una bellezza indimenticabile. 

                                                                                                         

Il momento saliente di questo fine settimana è però indubbiamente costituito dai fuochi d’artificio del sabato sera; si tratta di uno spettacolo ipnotico che per quaranta minuti circa intrattiene con incantevoli giochi di luci una Venezia gremita di visitatori. Dando uno sguardo alla laguna, vi sorprenderete nel vedere la superficie costellata di barche sulle quali centinaia di persone attendono i fuochi degustando pietanze locali, in un evento che sa soddisfare tutti i gusti.

Una funzione religiosa nella Basilica del Redentore e le tradizionali regate veneziane la domenica pomeriggio decretano la chiusura delle celebrazioni. 

                                                                                                   

Quest’anno l’evento, che vanta una tradizione di oltre 400 anni, cade il 14 e il 15 luglio, e i suoi caleidoscopici colori sono pronti a inebriare ancora una volta l’atmosfera della città. Non perdete l’occasione di prendere parte a una delle più caratteristiche e conosciute festività italiane e di fare esperienza delle irripetibili emozioni che solo Venezia sa regalare. Durante la festa del Redentore, un’aura di dinamico splendore avvolge la città sull’acqua, dando vita a uno scenario romantico e quasi surreale che identifica Venezia come incontrastata e indiscutibile capitale della bellezza.

A presto,

Meccaniche Veneziane Team

Chiara Luria

 

Avete mai partecipato alla Festa del Redentore? Scrivi un commento qui sotto

Meccaniche Veneziane
Meccaniche Veneziane


Lascia un commento

I commenti sono sottoposti ad approvazione prima di essere mostrati.


Anche in News

Meccaniche Veneziane against Covid-19, our initiative for Bergamo Hospital
Meccaniche Veneziane contro Covid-19, la nostra iniziativa per l'ospedale di Bergamo

maggio 13, 2020 2 minuti di lettura

The Venetian Arsenale
L'Arsenale di Venezia

aprile 03, 2020 3 minuti di lettura

History of Nereide Submarine | Meccaniche Veneziane
Il sottomarino Nereide: una storia di Eroi

aprile 03, 2020 3 minuti di lettura